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La vita è una enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.

Danny Kaye


 

castello draculaIn Transilvania c’era un piccolo paesino, con un antico e alto castello dove viveva una famiglia di vampiri. In una notte d’Estate di novilunio, dove la luna viene oscurata, i vampiri, approfittando della ghiotta occasione, uscirono dalle loro bare dopo un lungo riposo e si avventurarono fuori dal castello a caccia di buon sangue da bere…l’appetito era tanto! Un vampiro girando fra le case del paese, trovò una finestrella aperta ed entrò, girò un po' per la casa, si accorse che in una camera c’era una fanciulla con la carnagione bianca e i capelli rossi e ricci.

Con un gesto rapido la coprì con il suo mantello nero e le diede un morso al collo, saziandosi con il suo giovane e vigoroso sangue. Appagato della sua colazione, con un altro gesto repentino se ne andò. Il giorno dopo, alla mattina il padre non trovò la figlia in camera, andò a denunciare la scomparsa ai carabinieri i quali chiesero al padre se ci fossero stati dei motivi che avessero indotto la figlia a scappare di casa. Il padre li rassicurò, andavano perfettamente d’accordo.
Cominciarono le ricerche, ma invano.

La notte successiva la figlia sentendosi in colpa andò dal padre e gli raccontò l’accaduto, gli spiegò di essere diventata un vampiro e di essere stata portata a vivere con la famiglia di vampiri nel castello. Il giorno successivo, il padre raccontò l’accaduto a tutto il paese. Ogni notte di novilunio i non viventi facevano qualche vittima. Il paese era caduto nel terrore, gli abitanti alla notte barricavano le porte e finestre. Attaccavano trecce d’aglio e crocifissi in tutto il paese e in casa. Il padre di questa figlia formò un esercito popolano per difendere il paese dalla prolificazione di questi mostri ed annientarli.

Ogni notte mettevano una sentinella a vegliare.

Ci fu una dura guerra tra il popolo armato di lance di legno di frassino e collane d’aglio e i vampiri. La battaglia durò per anni, l’esercito del popolo entrò nel castello e lo conquistò. Il padre che faceva parte dell’esercito, entrò per primo, trovo la figlia ormai completamente vampira che lo supplicò dicendogli: “padre uccidimi perché non posso vivere sotto queste sembianze, altrimenti questa tragedia non finirà mai!” Il padre con le lacrime agli occhi, dal dispiacere perché era pur sempre sua figlia e ricordando tutti i momenti felici passati con lei, quando era piccola, non avendo alternativa, chiese alla figlia di toglierli lo sguardo di dosso e lui con la lancia di frassino, le trafisse il cuore.

Il paese fece festa per la liberazione dalla minaccia, ma il padre rimase sempre distrutto dal rimorso di aver dovuto sacrificare la sua giovane figlia e ogni giorno, per tutta la sua vita, le portò un mazzo di rose rosse sulla tomba.   

Associazione Airone organizzazione di volontariato, attiva in ambito sociale nel campo della disabilità.

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