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La vita è questa,niente è facile e nulla è impossibile

Giuseppe Donadei

30/10/2020
Enrico mostra ChagallIn questo articolo vorrei parlarvi di Mark Chagall
perché questa mattina sono andato a vedere la sua mostra. Mi  sono piaciuti i suoi colori forti e materici. Le sue origini ebree si fondono con la cultura francese e nei suoi quadri, appaiono spesso simbologismi della religione ebraica, il gallo, simbolo di forza e risveglio, il pendolo che scandisce il tempo e la capra rappresentazione del focolare domestico.

Inoltre,   la capra, il gallo, gli uccelli, i maiali, i cavalli, i pesci, le cicogne e le vacche sono gli animali della sua adolescenza trascorsa a Vitebsk con la sua famiglia di origini contadine e accompagneranno Chagall per tutta la vita. Mark nasce in Bielorussia 1887  da una famiglia ebraica,  era il maggiore di nove fratelli. All’inizio ha lavorato in uno studio fotografico. Nel 1906 ha iniziato a studiare pittura con il maestro Yehuda  Pen, di Vitebsk ma è rimasto nel suo studio per pochi mesi. L’anno successivo si è trasferito a San Pietroburgo. Qui comincia a frequentare l'Accademia Russa di Belle Arti. Nel 1907 lascia la Russia per Parigi. In Francia dopo essersi stabilito brevemente nel quartiere di Montparnasse, Chagall si è trasferito più lontano in una colonia di artisti conosciuta come La Ruche (“L’alveare”), dove ha iniziato a lavorare a fianco di pittori come Amedeo Modigliani e Fernand Léger e il poeta d’avanguardia Guillaume Apollinaire.
Nel 1917 ha  partecipato alla rivoluzione russa invece che intraprendere il servizio militare. Ha lavorato a Pietroburgo al Ministero della Guerra, dove ha conosciuto i grandi poeti russi del periodo (Pasternak, Esenin, Majakovskij), ha realizzato le prime illustrazioni per libri e giornali e ha  esposto in alcune importanti collettive. Il Ministro sovietico della cultura Lunačarskij lo ha nominato Commissario dell'arte per la regione di Vitebsk, dove fondò una "Libera Accademia d'Arte" e il Museo di arte moderna. E’andato in contrasto con il governo perché le opere decorative per il primo anniversario della Rivoluzione scontentarono i funzionari del governo che, in luogo dei ritratti trionfali di Marx,Engels e Lenin, si ritrovarono effigi di mucche e cavalli volanti , Il governo appoggiava la corrente  pittorica del “suprematismo sovietico” e la sua pittura era considerata infantile. Per questo motivo si è trasferito prima a Mosca, poi è fuggito in America e infine in Francia, dove è morto a 87 anni. E’ l’unico pittore vivente, che aveva 67 opere esposte al museo Louvre di Parigi .
La mostra che sono andato a vedere, era a Rovigo nel Palazzo Roverella. Era organizzata bene.
Andavi su prenotazione con il tuo orario di visita. Le persone stavano a distanza di sicurezza. C’era il gel igienizzante mani e tutti portavano la mascherina.  

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